L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il contatore condominiale

Il proprietario del palazzo gli ha parlato più volte. Una volta ho sentito la conversazione dal pianerottolo: tono calmo all’inizio, poi sempre più duro, come se un padre sgridasse un figlio testardo. Alla fine il proprietario gli ha persino detto che, se continuava così, lo avrebbe mandato via. Io, dentro di me, quasi applaudivo. Ma niente. Quel muro di ostinazione non si è mosso di un millimetro.

E poi è arrivata la sera di oggi.

L’ennesimo blackout.
L’ennesimo “clack” secco, il buio che ci avvolge, la mia mano che cerca interruttori inutili.
Quando sono scesa per riattivare il contatore, lui c’era già. Rosso in faccia. Gli occhi che scattavano come se ogni gesto degli altri fosse un attacco personale.

Quando ha iniziato a urlare, a sbraitare che nessuno doveva permettersi di “toccare la sua corrente”, ho sentito qualcosa spezzarsi. Ho risposto. Non so nemmeno da dove mi sia uscita quella sicurezza, forse dalla stanchezza accumulata. Gli ho detto chiaro e tondo che non si poteva più andare avanti così, che doveva aumentare i kW o smetterla di comportarsi come se fosse l’unico abitante del palazzo. E che, se non cambiava, avrei fatto tutto il possibile per metterlo davanti alle sue responsabilità.

Ecco un altro VDI:   Prima del trasloco

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