Odio la mia vicina.
Lo dico ormai senza nemmeno sentirmi in colpa. Ogni giorno diventa più impossibile, più insopportabile, più… presente.
Quella vecchia, giuro, a volte penso che viva solo per rompere le scatole a me. Come se avesse un radar puntato alla mia porta, alle mie chiavi, ai miei passi.
Oggi, poi, ha superato ogni limite.
Stavo per uscire con le mie amiche, truccate, vestite bene, musica in sottofondo mentre ci preparavamo. Una serata tranquilla, spensierata, finalmente.
A quanto pare anche questo, per lei, era troppo.
Appena ho aperto la porta, me la sono trovata lì.
Non davanti, no: dietro, appostata.
Come se fosse una guardia del corpo del palazzo, ma senza incarico e con troppa voglia di sparare sentenze.
Ha iniziato subito a fare la sua solita tiritera, quella voce nasale che ormai riconoscerei anche in mezzo al traffico:
Poi, dal nulla, la frase che mi ha fatto ribollire il sangue:
«Eh, certo… vivi coi soldi di tuo padre!»
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