Dietro al nostro condominio c’è una casa colonica circondata dai campi, quante persone ci abitino non l’ho mai capito, a occhio direi parecchie, non ci ho mai parlato e nemmeno viste da vicino, però so perfettamente che esistono perché è impossibile non sentirle.
Hanno cani ovunque, quattro, cinque… forse seicentomila.
Durante il giorno ormai ci ho fatto l’abitudine, ma alle cinque del mattino uno di loro inizia ad abbaiare come se fosse posseduto e, ovviamente, insieme a lui si sveglia mezzo paese.
Qualche anno fa un cane del vicinato è riuscito a infilarsi nel loro giardino, attratto da una delle cagnette in calore, qualche settimana dopo sono comparsi una decina di cuccioli che, fortunatamente, hanno trovato casa altrove, altrimenti oggi quella famiglia avrebbe dovuto aprire un canile.
Anche gli esseri umani, però, non scherzano, ogni tanto compare un nuovo fiocco nascita appeso alla recinzione e stanno diventando talmente tanti che ho il sospetto stiano cercando di fondare uno Stato indipendente.
Campi, trattori, cani… manca solo una bandiera.
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