La mia vicina ha una curiosità patologica: ogni volta che mi arriva un pacco, la vedo spuntare dalla finestra o fingere di annaffiare le piante sul pianerottolo. Non è interessata alla mia salute o a fare due chiacchiere: vuole sapere esattamente cosa ordino.
Negli ultimi tempi, ho iniziato a notare una cosa strana. Quando tornavo a casa, i miei pacchi avevano il nastro adesivo rotto o strappato. All’inizio pensavo fosse un problema di trasporto, ma lavorando per Amazon so bene che quel nastro non si rompe da solo. A meno che il pacco non abbia partecipato a una partita di calcio fino alla mia porta, resta intatto.
Insospettito, ho parlato con il corriere e gli ho chiesto di allegare foto dettagliate delle condizioni del pacco al momento della consegna. Lui, gentile, ha accettato senza problemi.
Il giorno dopo, ricevo la prima consegna “monitorata”: nelle foto il pacco era perfetto, il nastro intatto e il cartone liscio. Quando sono tornato a casa, invece, il pacco era come sempre: nastro mezzo strappato e un lato un po’ aperto.
E lì ho capito. Non era il trasporto, non era il corriere, non era il destino crudele. Era la mia vicina, la brutta zozza, che evidentemente non resisteva alla tentazione di ficcare il naso — letteralmente — nei miei ordini.
Probabilmente sperava di trovare chissà quali segreti oscuri… peccato per lei che fosse solo un set di spugne e un pacco di pasta integrale.
Morale della favola: più che curiosa, è pure sfortunata.
Mi chiamo Nessuno
Art. 616 Codice Penale.
Laura
Falli lasciare ad un hub, così la tua vicina si attacca