Dalla fotografia non si capiva bene la disposizione. Va bene, lo ammetto: avevo inquadrato le auto, non preparato una documentazione immobiliare.
Ho quindi spiegato che eravamo dentro una proprietà privata, con un cancello e un cartello di divieto di sosta.
Il cancello era aperto per il gelo. Non avevamo trasformato il vialetto dei garage in un parcheggio pubblico.
Poi sono cominciati gli inviti alla tolleranza.
Bisogna avere pazienza, essere gentili, magari si erano fermati soltanto per poco.
Può essere. Ma quel “poco” lo avevano deciso loro, occupando l’accesso ai garage degli altri. Non capivo perché la raccomandazione a comportarsi bene fosse arrivata prima a me.
Non avevo scritto di aver danneggiato le macchine o aggredito qualcuno. Avevo pubblicato una fotografia accompagnata da uno sfogo.
Mi sono ritrovata a giustificare il fastidio, come se la parte singolare della scena fosse la mia reazione e non le auto davanti ai box.
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