L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

I parcheggi a norma

Abito in un paese di campagna, uno di quelli che ufficialmente stanno “a due passi dalla città”, ma che mentalmente sembrano rimasti fermi a quarant’anni fa. Qui vivono principalmente over 60 convinti che tutto sia loro: le strade, i parcheggi, i giardini… e, a quanto pare, anche la mia proprietà privata. Non parliamo di un borgo sperduto tra le montagne, eh: supermercati, tangenziale, città a cinque minuti. Il mondo reale è lì, visibile. Solo che loro fanno finta di non vederlo.

Le case sono quasi tutte vecchie, costruite quando il concetto di “posto auto” era un optional e parcheggiare significava semplicemente lasciare la macchina dove capitava. I parcheggi pubblici sono praticamente inesistenti. Le case nuove, come la mia, invece, sono state costruite con criteri moderni: posto auto privato, alcune anche con garage. Una cosa normale, logica, prevista dai progetti e dai permessi comunali.

Eppure, secondo il paese, noi abbiamo rubato i parcheggi.

Ecco un altro VDI:   Brazil

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