Quando sono salito a lamentarmi dei passi, mi hanno detto che era la madre di novantacinque anni. Una signora che, per quanto sapevo, si alzava per mangiare e poi tornava a letto. Dal rumore che sentivo io, invece, sembrava passasse la giornata ad attraversare l’appartamento.
Tutto il giorno avanti e indietro, con quel colpo secco degli zoccoli sul pavimento. Provavo a non farci caso, poi ricominciava e alzavo gli occhi al soffitto.
Non riuscivo a capire cosa ci fosse da fare per camminare così tanto senza mai toglierseli.
Ne avevo già parlato con calma, senza ottenere niente. Un giorno ho perso la pazienza e sono salito.
Stavolta ero arrabbiato e si è sentito. Alla mia lamentela hanno risposto dando la colpa all’anziana madre.
Quella spiegazione mi ha fatto innervosire ancora di più. Faticavo a conciliare le condizioni della signora con il continuo movimento che arrivava da sopra.
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