Tutto questo, ripeto, nel primo mese.
Potrei parlare della volta in cui ci ha minacciato di chiamare la ASL perché “sentiva odore di muffa” (erano le lasagne che avevamo scaldato).
O della causa per “rumori molesti” perché avevamo fatto un bucato di domenica mattina.
O della lite scoppiata con l’impiegata dell’Enel che aveva parcheggiato davanti al cancello per tre minuti e mezzo.
Ma andrei avanti all’infinito.
Sono passati quasi tre anni.
Viviamo ancora lì, in un clima che definire teso è un eufemismo.
Abbiamo smesso di usare il terrazzo.
Abbiamo messo i tappi alle sedie, ai mobili e al cane, per quanto possibile.
E stiamo solo aspettando il momento buono per rivendere.
Se ci riusciremo.
Sempre che qualcuno non si faccia male prima. Ecco.
Lascia una risposta