L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Come comprare casa e pentirsene dopo 3 anni

 

Tre anni fa io e la mia compagna abbiamo fatto un errore. Grossissimo.

Abbiamo comprato casa. Non una villa in collina, non un attico con vista, ma un normalissimo appartamento in un paesino tranquillo, sotto una famiglia che — a detta di tutti — “non dava fastidio a nessuno”.

Peccato che nessuno ci abbia detto la verità.

Sopra di noi abita il signor Enzo, 85 anni, vedovo da tempo e con la fissa per le faccende altrui. In casa con lui vivono sua figlia, 48 anni, mai lavorato un giorno in vita sua, e il suo compagno, un uomo di sessant’anni che non parla quasi mai, ma si fa notare per lo sguardo costantemente incazzato anche quando si siede.

Il loro passatempo preferito?
Stare in terrazzo. Tutti i giorni, tutto il giorno. A osservare chi passa, commentare le automobili, litigare tra loro, ma soprattutto… litigare con chiunque.

Noi, poveri illusi, abbiamo comprato il piano sotto. Ignari. Felici. Coi nostri mobili Ikea e la voglia di cominciare una nuova fase.

Ecco un altro VDI:   Le lettere misteriose

Il terzo giorno, alle 22:20, mentre ci godevamo il nostro primo film con pizza sul divano, suona il campanello. È la figlia.
“Aprite, è urgente.”
Apro.
“Volevo avvisarvi che l’appartamento che avete comprato non è abitabile. È segnato come magazzino al catasto. È illegale viverci.”

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