Negli ultimi tempi l’Alzheimer aveva cominciato a portargli via molte cose, ma per fortuna non gli aveva tolto la voglia di raccontare, e soprattutto quella di fare battute.
Ogni volta che mi sentiva trafficare in garage scendeva a vedere cosa stessi facendo, poi cominciava con le sue storie. Alcune le avrò ascoltate migliaia di volte, eppure continuavo a fargli domande, un po’ per lasciarlo parlare e un po’ perché, ogni tanto, in mezzo a un racconto già conosciuto compariva un particolare nuovo.
In un periodo in cui passavo molto tempo in garage a lavorare il legno, Mario scese e iniziò a raccontarmi una storia. Arrivato alla fine, ripartì dall’inizio. Poi la concluse e ricominciò ancora, nello stesso identico modo.
Fu allora che capii che la situazione stava diventando seria.
Provavo a interrompere quel giro facendogli domande diverse, non sul passato, ma su cosa avesse mangiato il giorno prima oppure su qualcosa accaduto quella mattina. Lui cercava la risposta per qualche secondo, poi tornava sempre indietro, nei ricordi lontani, quelli che la malattia non era ancora riuscita a portarsi via.
"Mamma, cuociono un dromedario!" Mia figlia urlava dalla finestra. Mi sono affacciata e ho visto…
Il vicino mi aveva riportato le chiavi della macchina e io non gli avevo nemmeno…
La vicina è entrata in sala da pranzo e ha cominciato a trascinare le mie…
Un pelo dei miei cani sulle scale è un problema condominiale. Le bucce di noce…
La mia posta ha una cassetta apposta, ma la vicina preferisce tenerla a casa sua.…
La vicina mi ha ordinato di chiudere le finestre perché il suo gatto potesse entrare…