L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Wifi

Per due settimane ho usato di nascosto il Wi-Fi del vicino di sopra. Poi gli ho lasciato un biglietto anonimo e, il giorno dopo, lui ha bussato alla mia porta.

Mi chiamo Giulia, ho 37 anni e lavoro spesso da casa. L’estate scorsa la mia connessione aveva cominciato a funzionare malissimo: videochiamate che si bloccavano, documenti che impiegavano un’eternità a caricarsi e riunioni durante le quali la mia faccia restava congelata sullo schermo nelle espressioni peggiori.

Avevo chiamato più volte il gestore.

“Da noi non risultano problemi sulla linea.”

“Da me, invece, risulta che non riesco a lavorare.”

“Ha provato a riavviare il modem?”

Avevo riavviato quel modem talmente tante volte che ormai sembrava l’unica attività produttiva della giornata.

Una sera, mentre cercavo di collegarmi per l’ennesima volta, aprii l’elenco delle reti disponibili e ne notai una che non avevo mai visto: “CasaMori5G”. Il segnale era al massimo e, soprattutto, accanto al nome non compariva il lucchetto.

Ecco un altro VDI:   vai col liscio

Pensai che fosse strano. Poi pensai che avrei potuto provare soltanto per capire se il problema dipendeva davvero dalla mia linea.

Cliccai.

Il computer si collegò immediatamente.

Aprii una pagina, poi un’altra. Tutto funzionava alla perfezione. Nessun blocco, nessuna attesa, nessuna rotellina che girava mentre io perdevo la voglia di vivere.

Avrei dovuto scollegarmi subito.

Invece finii il lavoro.

Il giorno dopo la mia connessione continuava a non funzionare e “CasaMori5G” era ancora lì, libera e velocissima. Mi collegai di nuovo, questa volta raccontandomi che sarebbe stata l’ultima. Poi lo feci anche il giorno successivo.

Nel giro di una settimana ero passata da “controllo soltanto se funziona” ad ascoltare musica, guardare serie e aggiornare il telefono usando la rete del vicino. Ogni volta provavo un piccolo senso di colpa, ma bastava tornare alla mia connessione per farmelo passare.

Non sapevo nemmeno chi fossero i Mori. Immaginavo una coppia di studenti, una famiglia numerosa oppure qualche pensionato convinto che la password fosse un’invenzione delle compagnie telefoniche.

Ecco un altro VDI:   Parenti serpenti

Poi, sul pianerottolo, incontrai Marco, il vicino del piano di sopra. Aveva poco più di trent’anni, faceva l’architetto e abitava da solo.

“Tu per caso hai una rete che si chiama CasaMori5G?”

“Sì, perché?”

Mi si bloccò il cervello. Non potevo certo rispondere: “Perché da dieci giorni ci lavoro, ascolto musica e ieri ci ho guardato mezza stagione di una serie.”

“Ho notato che è aperta”, dissi. “Potrebbe collegarsi chiunque.”

Lui tirò fuori il telefono, controllò qualcosa e fece una smorfia.

“Devo aver tolto la password mentre sistemavo il modem. Grazie, appena ho un attimo la rimetto.”

“Te lo consiglio. Non si sa mai chi potrebbe approfittarne.”

Lo dissi con la sicurezza morale di chi stava descrivendo esattamente se stessa.

Lascia una risposta