Cerchiamo di rispettare le fasce indicate dal regolamento, dalle nove alle quattordici e dalle sedici alle ventidue. Dentro quegli orari ci sono anche pranzo e cena, quando sta sul seggiolone.
Ma hanno protestato pure allora. Secondo loro batteva il cucchiaio e tenevamo la televisione alta.
Lui ancora non usa le posate. E la televisione non gliela facciamo guardare.
Non gli abbiamo comprato il triciclo. Abbiamo scelto scarpine morbide, messo chiusure, coperto i pavimenti. Quando giochiamo cerco di insegnargli a posare le cose invece di lanciarle.
Non penso di riuscirci sempre. Penso però di averci provato parecchio.
Poi ieri sono arrivati i colpi mentre rideva, seduto a giocare con me. Mi sono fermata con il peluche ancora in mano.
Mi è venuto da fare l’elenco di tutte le attenzioni che avrei voluto smettere di avere. La lavatrice quando mi pare, le lenzuola stese senza preoccuparmi della loro finestra, basta controllare ogni passo.
Il mio compagno, probabilmente, avrà qualcosa da obiettare al programma. Io per ora avevo bisogno almeno di dirlo.
Mio figlio aspettava che il cane di peluche tornasse fuori dal cuscino.
L’ho fatto spuntare di nuovo.
Ha ricominciato a ridere.
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