Dopo ho dovuto aggiungere una spiegazione, perché dal post sembrava fosse passata l’idea che non sopportassi i bambini.
Ne ho due piccolissime. So che fanno rumore, che piangono, che non puoi decidere quando debbano stare tranquilli. Non penso certo che quello di sopra debba passare la serata immobile.
Ma non stavo raccontando una corsa occasionale. Stavo raccontando mesi di serate così e quella, in particolare, in cui avevo finito la pazienza.
Ho precisato anche che non ero andata a bussare, non avevo urlato contro nessuno e non avevo mai fatto una lamentela. Forse avrei dovuto parlarne prima, invece di continuare a ingoiare tutto per evitare discussioni.
Intanto mi ritrovavo a giustificare uno sfogo scritto con mia figlia di nuovo sveglia, mentre il rumore che l’aveva svegliata continuava senza bisogno di spiegazioni.
Ho lasciato perdere il telefono e sono tornata a occuparmi di lei.
La serata libera era durata il tragitto dal lettino alla porta.
Un’ora per niente
Lascia una risposta