O meglio, dentro c’era un enorme braciere acceso direttamente a terra. Sopra avevano sistemato uno spiedo di dimensioni notevoli, con una pecora intera infilata.
A un’estremità dello spiedo c’era una ruota d’automobile. La giravano a mano e la pecora ruotava sul fuoco.
Sono rimasta alla finestra senza riuscire a dire niente.
Continuavo a ripensare alla domanda della mattina. La vicina era stata educata, aveva chiesto, io avevo risposto. Eppure tra quello che avevo capito e quello che stavano facendo c’era di mezzo un capanno di lamiera con una ruota.
Non era nemmeno una griglia particolarmente grande. Era qualcosa che avevano costruito apposta nel cortile comune.
Poi è arrivata mia figlia.
Ha guardato giù e ha lanciato l’allarme sul dromedario, abbastanza forte da rendere impossibile fingere che stessimo osservando con discrezione.
Ho provato a spiegarle che era una pecora. La precisazione non l’ha tranquillizzata: tra urla e conati, non voleva più saperne di quella finestra.
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