L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Una cena di condominio velenosa

Sono un bel po’ di anni che abito nel mio condominio, un complesso formato da tre edifici affacciati su una piazza comune con un piccolo giardino.

Quella piazza è sempre stata il cuore del condominio, i bambini ci hanno imparato ad andare in bicicletta, ci hanno festeggiato compleanni, gli anziani si sono seduti sulle panchine a chiacchierare per ore e gli adulti ci hanno trascorso interminabili serate estive.

Ma l’utilizzo che ho sempre temuto di più era uno solo, le cene condominiali organizzate dalla bio mamma e compagnia.

E non una cena all’anno, no, quella di primavera, quella di inizio estate, quella di metà estate, quella di fine estate e tutte quelle che, fortunatamente, la mia memoria ha deciso di cancellare.

Quelle cene dove ognuno porta qualcosa da mangiare e tutti fingono di essere entusiasti.

“Mmm… che buono”, mentre nella tua testa pensi: come hai fatto a cucinare una roba del genere?

“Mi dai la ricetta?”, cioè: preferisco vivere di Simmenthal per il resto dei miei giorni.

Ecco un altro VDI:   Il nuovo vicino

“Complimenti, questa torta salata è fantastica”, tradotto con la voce di Joe Bastianich: se il mio cane vede questa roba viene a casa tua e ti lascia un ricordino direttamente sullo zerbino.

Poi bisogna mettere tutti d’accordo, il vegano con quello che segue la paleo dieta, il celiaco con quello che mangia solo pasta, la perennemente a dieta con il socio onorario di McDonald’s, il diabetico con quello che mette lo zucchero anche nell’insalata.

E la cosa più tragica è che non sono nemmeno tuoi amici, sono i tuoi vicini.

Io, a dire la verità, per anni sono riuscito a evitare quasi tutte quelle cene, prima la scusa del figlio piccolo che doveva andare a dormire presto, poi quella della figlia piccola, poi una fantomatica cena di lavoro, poi il funerale del settantatreesimo parente, poi il surriscaldamento globale, poi il rischio di un suicidio collettivo con il gas nervino, alla fine avevo esaurito ogni possibile giustificazione.

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