Questa è la storia del perché, per oltre un anno, a casa mia non ha mai squillato un telefono fisso. Non perché non avessi voglia di installarlo. Non perché avessi scelto la vita eremitica o una cabina del silenzio. No. Il motivo si chiama **Gianni**, il mio ex vicino di casa.
Premessa: la casa in cui mi ero trasferito era una bifamiliare anni ’70, con cassetta Telecom a muro in comune. O almeno, *formalmente* in comune, visto che sporgeva tra le due abitazioni. Ma per Gianni no. Gianni sosteneva che quella cassetta fosse **sua**. Di **sua esclusiva proprietà**. Come se la cassetta fosse cresciuta lì spontaneamente, tipo una pianta, nutrita a forza di bollette sue.
Quando ho fatto richiesta per l’installazione della linea telefonica, sono partiti i problemi. Già alla prima telefonata al call center, mentre spiegavo dove si trovava la cassetta, lui dalla finestra ha urlato:
> “Tanto non entra nessuno, quella roba è mia!”
All’inizio pensavo scherzasse. Era uno di quei signori avanti con gli anni, faccia da burbero ma mani da giardiniere, sempre chino sulle rose, sempre con una canottiera grigia e l’aria da “qui comando io”. Non immaginavo che sarebbe riuscito a **bloccare l’intervento** dei tecnici Telecom per **ben due volte**, semplicemente aspettandoli fuori con lo sguardo di Clint Eastwood al crepuscolo.
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