L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato, KARMA

Quelli del piano sotto

Quando ho sentito la vicina urlare che in quel palazzo non si poteva più vivere, ho dovuto mordermi la lingua per non scendere a ricordarle tutte le volte in cui lo aveva detto a me.

Quando avevo comprato l’appartamento, pensavo di aver trovato il posto perfetto: ultimo piano, terrazzo grande e nessuno sotto. L’agenzia mi aveva spiegato che l’alloggio al piano inferiore apparteneva a un signore anziano e che era vuoto da anni. Per i primi due mesi, infatti, ho vissuto nel silenzio più assoluto.

Poi sono arrivati loro.

Una coppia sulla sessantina, marito e moglie, entrambi molto precisi, soprattutto quando la precisione riguardava quello che facevano gli altri. Il primo incontro è avvenuto durante il trasloco, quando il marito mi ha chiesto di spostare la macchina dal mio posto assegnato per lasciarlo al furgone dei mobili.

“Ma il furgone può fermarsi davanti all’ingresso.”

“Sì, però lì dà fastidio. Facciamo prima se sposta lei.”

Gli ho spiegato che stavo per uscire e che, comunque, quello era il mio posto. Ha accettato con un sospiro talmente pesante che sembrava gli avessi impedito di entrare in casa.

Ecco un altro VDI:   Tre giorni

Ho lasciato perdere. Un trasloco è già stressante di suo e non avevo nessuna intenzione di cominciare una guerra con i nuovi vicini. Peccato che, da quel momento, qualunque cosa facessi sul mio terrazzo fosse diventata affar loro.

La prima volta stavo innaffiando le piante. Uso poca acqua e controllo sempre che non coli dal bordo, ma dopo neanche cinque minuti mi è arrivato un messaggio del marito:

“Stia attenta perché l’acqua cade sulla nostra tenda.”

Sono uscita a controllare. La tenda era perfettamente asciutta.

“Garantisco che non è caduto nulla.”

“Magari questa volta no, però bisogna fare attenzione.”

Non sapevo ancora che “bisogna fare attenzione” sarebbe diventata la frase ufficiale del nostro rapporto.

Lascia una risposta