L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Quelli del piano sopra

Nel pomeriggio tornano la moglie e le due bambine, e comincia la parte più intensa della giornata.

La moglie litiga con il marito, gli ricorda che è inutile e alza la voce. Le bambine, sentendo la madre urlare contro il padre, si agitano e cominciano a urlare anche loro. Mentre giocano fanno cadere qualcosa o sporcano, quindi la madre urla perché hanno fatto cadere qualcosa o sporcato. A quel punto loro piangono e lei urla perché stanno piangendo.

È un meccanismo perfetto, capace di alimentarsi da solo per ore.

Il marito resiste più o meno un’ora, quasi sempre in silenzio, poi si stanca, esce di casa e sbatte prima la porta dell’appartamento e poi il portone. La moglie apre la finestra e continua a gridargli dietro mentre lui si allontana. Le bambine, naturalmente, riprendono a piangere.

Quando torna, la situazione ricomincia da dove era stata interrotta.

Il pomeriggio prosegue così fino all’ora di cena, tra discussioni per i compiti, proteste per la doccia e oggetti che continuano misteriosamente a cadere sul pavimento. Vivendo sotto di loro, ogni colpo arriva amplificato e a volte sembra che non stiano facendo cadere un giocattolo, ma stiano montando una cucina direttamente sopra la mia testa.

Ecco un altro VDI:   Devo pagare io per la scarsa attenzione degli altri?

A cena le urla cambiano argomento. Alle bambine non piace ciò che trovano nel piatto, il marito evidentemente non collabora e la moglie, ormai esausta, gli ricorda anche che l’ha tradita e che, se non gli va bene quello che ha cucinato, può sempre andare a mangiare dall’altra.

Io, seduta al piano di sotto, non ho mai chiesto di conoscere la loro situazione matrimoniale. Eppure ormai potrei ricostruirla meglio di alcuni parenti.

Verso le undici sembra finalmente arrivare la quiete. La moglie smette di gridare e va a dormire, le bambine si calmano e il marito abbassa la voce.

Almeno così dovrebbe funzionare.

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