I miei adorabili vicini hanno deciso di trasformare il loro giardino delle meraviglie in una discoteca a cielo aperto. Non una cenetta fra amici, eh: saranno almeno in quaranta. Ho fatto il conteggio empirico delle biciclette — una trentina abbandonate in strada, più catering e figuranti che ancora devono arrivare. Totale: un evento degno di una proloco.
La musica riesce a filtrare perfino attraverso i miei doppi vetri e le persiane serrate: non più “volume da festa”, ma “volume da concerto in piazza”. E io lì, chiuso in casa, a pensare che una sera si può anche tollerare, certo… ma la domanda resta: posso almeno chiedere che spostino le loro biciclette dal mio marciapiede? O devo accettare che il tratto di strada davanti a casa mia sia stato convertito in parcheggio privato, nonostante il bel cartello di divieto di sosta che ci guarda sconsolato?
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