Categories: Storie dal vicinato

Non sono le mie sigarette

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I miei vicini di casa sono troppo simpatici, davvero. Un’ironia sopraffina, un senso civico tutto loro. È da circa un mese che, rientrando a casa per pranzo, trovo ogni volta una piccola sorpresa ad aspettarmi: sul nostro tappetino d’ingresso, con la delicatezza di chi vuole mandare un messaggio ma senza usare le parole, c’è sempre qualche sigaretta spenta. Sempre Camel. Sempre nello stesso punto, come un messaggio mafioso ma con filtro.

A quanto pare, qualcuno nel condominio ha deciso che quelle cicche gettate nel giardino siano nostre. Non si sa in base a quale brillante deduzione, ma nella loro testa siamo evidentemente colpevoli senza processo. E quindi eccole lì, le prove del crimine, piazzate in bella vista davanti alla nostra porta. Niente bigliettino, nessuna conversazione civile, solo questa geniale forma di comunicazione passivo-aggressiva che fa tanto “noi non accusiamo nessuno… ma vi accusiamo”.

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