Oggi vi parlerò di cattiveria.
Non quella plateale, volgare, facile da riconoscere e combattere. Ma quella sottile, continua, logorante. Quella che si insinua piano nella tua vita, giorno dopo giorno, fino a toglierti l’aria. Quella che prosciuga l’energia di chi la subisce e nutre, come un veleno lento, chi la esercita.
Parto da lontano. Avevo dieci anni. Era un periodo felice, almeno in apparenza. Finalmente ci eravamo trasferiti nella tanto desiderata casa nuova. Tutto profumava di fresco, di inizio, di speranza. E io e mia sorella, poco più grande di me, avevamo una piccola grande passione: il canto. Dopo i compiti, ci sedevamo vicine e cantavamo insieme. Battisti, Cocciante, Renato Zero… niente di serio, nessun microfono, solo due bambine che si divertivano in una stanza. Due voci, due risate, due cuori che trovavano nella musica un modo per stare assieme.
Ma la favola durò poco.
Una donna del piano di sopra – la nostra vicina – si presentò alla porta, visibilmente infastidita, e ci intimò di smettere. Diceva che facevamo chiasso. Che disturbavamo. Nessun dialogo, nessuna apertura. Solo un ordine secco, vestito da lamento. Noi, educate e docili, rimanemmo spiazzate. Non ci aspettavamo che la nostra gioia potesse risultare un problema. Ma accettammo, obbedienti, e ripiegammo su giochi silenziosi.
Da quel giorno, ogni nostro gesto diventava oggetto di critica. Un passo, una risata, uno spostamento di sedia: tutto era pretesto per una nuova lamentela. Lei diventò un’ombra costante, un suono metallico dietro ogni porta. Una presenza giudicante e ostile. Per dovere di cronaca: era (ed è) la classica zitella acida, sola, rinsecchita dentro da anni di rabbia mal gestita, con una vita sociale prossima allo zero.
Oliver Conte
Invita qualcuno a passare la notte a casa tua, e chiedigli di testimoniare in tribunale su quanto ha visto e sentito. Se hai dei vicini che sono altrettanto infastiditi, chiedi anche a loro di testimoniare.
Chiedi alla polizia locale se hanno un fonometro per la rilevazione dell’inquinamento acustico, e richiedi il loro intervento per una misurazione sul posto. Altrimenti vi sono società private che lo fanno a pagamento. Una volta effettuate due o tre rilevazioni in orari e giorni diversi, porta le relazioni ad un altro avvocato (quello che hai non mi sembra tanto capace) e falle arrivare una bella lettera di diffida e messa in mora, facendole ben capire che se non smette farai seguito con una bella denuncia-querela.
Altrimenti affitta un’altra casa in un posto più tranquillo, ed affitta casa tua ad una famiglia di calciatori.