Rientro da lavoro, stanco morto, con l’unico desiderio di arrivare al divano senza che il mondo mi chieda nulla per almeno dieci minuti.
Appena entro nel portone, però, vengo accolto da un leggero odore di fumo di sigaretta sulle scale.
Non faccio nemmeno in tempo a posare le chiavi che, come un’apparizione mistica, sbuca lei: la Madonna del pianterreno.
Sì, la conosciamo tutti così — “la Madonna” — perché vive con marito e figlia (soprannominati rispettivamente San Giuseppe e l’Angioletto del citofono) e insieme formano quella che ormai nel condominio chiamiamo affettuosamente la Sacra Famiglia.
Una triade di pace, giudizio e ammonizioni quotidiane.
Lei mi vede, inspira teatralmente e parte in quarta:
«Eh no, guardi, non va bene! Ancora con ‘ste sigarette sulle scale! Sa che dà fastidio, vero?»
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