L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

L’immondizia nell’ascensore

A quel punto esclamo: “Caspita!”
(Chiaramente non ho detto “caspita”, ma una bestemmia tale che le campane della chiesa accanto hanno cominciato a suonare da sole, come se volessero purificare l’aria.)

Suono il campanello dei vicini. Silenzio. È rotto, da mesi, ma sperarci era legittimo. Allora busso. Subito, la porta si apre: è il figlio. Mi guarda. E mi sbam! chiude la porta in faccia, senza dire una parola.

Ribusso, stavolta con una certa convinzione. Mi apre la madre, con la faccia irritata come se l’avessi svegliata alle tre di notte per chiederle lo zucchero. Si lamenta del fatto che io abbia bussato troppo forte. E lì, lo ammetto, mi parte una seconda imprecazione. Stavolta cambio proprio animale, livello zoologia avanzata. E le dico, con calma incazzata:
“Gentilmente, dia un’occhiata a che razza di porcata ha combinato suo figlio nell’ascensore.”

Lei chiama il figlio, e con tono da commedia surreale esclama:
“Amore, ti avevo detto di portare i sacchi nel locale immondizia, non nell’ascensore!”

Ecco un altro VDI:   Il Cane Dietro Le Sbarre

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