L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Le po**o ombre cinesi…

Le po**o ombre cinesi…
Mentre mi accingo a scrivere questo “breve” (?) post di passaggio sul tavolo del terrazzo, alle mie spalle la persiana della finestra di Dexter si solleva.

Stavo finalmente per scrivere un racconto sugli inquilini pornodivi dell’appartamento di fronte (vedi post precedenti) in quanto l’altro giorno mi è tornato in mente l’episodio carino delle “po**o ombre cinesi”, come avevo fatto a dimenticarlo (!!!), ma la mia attenzione è stata attirata da altro e, inevitabilmente, lo dovrò fare un’altra volta…

Appena percepito il rumore della persiana, con la coda dell’occhio controllo immediatamente che non ci siano puntatori laser appartenenti a fu*ili di precisione, ma non sarebbe nel suo stile. E credo che anche se fosse un lanciatore di co**elli esperto non sarebbe sicuro di sferrare un colpo mo**ale dalla sua finestra.

I raggi del sole iniziano a scaldare un po’ troppo e a darmi fastidio; approfitto e cambio posizione con la sedia, per sicurezza e avere una buona visuale. Mi dispiacerebbe morire con la faccia schiacciata sul mio pc.

I nostri sguardi si incrociano e porgo allora un cordiale segno di saluto che viene ricambiato da una smorfia che si apre in un sorriso che voglio interpretare con un semplice “prima o poi ti ucci**rò”.

Non è la prima volta che lo noto mentre effettua quello che per lo più sembra un rito piuttosto che un gesto realmente utile.

Ecco un altro VDI:   Approfittatori della nostra cortesia

In ciascuna mano tiene un cuscino; li sbatte uno contro l’altro, un… due … tre con quella espressione di quelle vecchie scimmiette con la carica a molla mentre suonavano i piatti.

Uno, due, tre colpi… poi con una rotazione dei polsi posa entrambi i cuscini sul davanzale e assesta un altro colpetto come dire ai due guanciali “ora state qui e fate i bravi”.

Forse ho letto troppo, ho guardato troppi film, troppe serie, troppa tv sin da quando ero piccolo, ma credo di essermi fatto suggestionare.

Può un omino esile col pigiamino grigio melange, educato, perfettino con la mania per la pulizia della casa essere un serial killer?

La risposta è si…. Ma cazzo fai qualcosa di eclatante…

La fa.

Mi rivolge la parola.

– Dexter: “Scusa ho visto che hai una torre tiragraffi per gatti in terrazza, ma…. hai gatti?”

Ma che domanda è,… la torre tiragraffi per gatti la uso per lo scrub della schiena a mo di orso che si gratta e per limarmi le unghie dei piedi e per altri mille usi più volgari per rispondere alla tua domanda… Ma alla fine semplicemente rispondo.

Ecco un altro VDI:   Tra disagio e TSO

– Io: “Si….. ne ho tre”

– Dexter: “Io adoro i gatti!” E mentre me lo dice i suoi occhi sembrano quelli di un manga giapponese.

Wow da mangiare? Da vicentino magnagatti non mi stupirei, ma forse lui intende proprio perché sono pelosi, cucciolosi e pucciosissimi……

Seguono sorrisi di circostanza e qualche borbottio da parte mia. Sorrisi e saluti… saluti….

Non è la prima occasione che un vicino presunto serial killer mi delude, come quella volta di quello che nella mia immaginazione aveva fatto a pezzi la moglie e utilizzata come concime per le piante e invece si erano semplicemente separati dopo 3 mesi di convivenza post nozze…

Ma voglio continuare a dargli fiducia…. almeno a lui….

Per fortuna a mettere un po’ di condimento alla giornata che volgeva alla delusione più totale facendomi addirittura pensare all’idea di non scrivere più nulla, ci pensano loro…

Che strano di solito si attivano verso le 23 oggi sono stranamente mattinieri…

I ragazzini vicini di casa.

Chiara un’adolescente 16 enne carina e apparentemente a modo, con il linguaggio tipico dei peggiori frequentatori di tornei di “briscola a bestemmie”.

Poi c’è lui, un ragazzino di dodici anni che potrei definire in tanti modi: Lucifer Morningstar, ma sarebbe un complimento, l’Anticristo? Forse eccessivamente riduttivo…

Lo chiameremo semplicemente Gino, nome rassicurante, ma che richiama un po’ le radici etimologiche della parola “ginecologia”, materia a lui, sembrerebbe, alquanto cara e apprezzata.

Ecco un altro VDI:   Mulino bianco

– Chiaraaaaaaaaaa…….. ti uccido “BRUTT_ P _ _ _ _ _N_ VA IN F_G_!!!!!” (giri la ruota, compri una vocale o mi dai la soluzione?)

– Che c’èèèèèèèèèè…… ahhhhhh ……. Stroooonzooooooo……. <ò°à##€ **!!! Mammmmaaaaaaaaaaaahhh!!!!

Colpo sordo come quello di cranio che batte violentemente a terra, urla, forti rumori di passi…. Silenzio, risate……

Seguono imprecazioni varie e parolacce che il correttore automatico del mio programma di scrittura nemmeno conosce.

Associazioni tristemente fantasiose che possono essere solamente il frutto di una mente pericolosa: questi ragazzi mi daranno delle grandi soddisfazioni.

– Ragazziiiiiiii dai fate i braviiiii! – si sente da parte della madre con tono inquietante.

Dexter ha abbassato la persiana forse impaurito.

E’ bastata una semplice frase per portare il silenzio, il nulla che mi accompagnerà fino alle 23.00 quando dopo una breve illusione di pace, puntuali, cominceranno il loro show quotidiano.

Nel frattempo vi proietto in questo flashback pomeridiano mentre da lontano ho udito le voci del sig. Carl e del sig. Nikotina Kid.

Un altro sacchetto nero giaceva nel piazzale.

Ma questo sarà un altro post. Forse.

**Storia pubblicata con l’autorizzazione del genio di Massimo Atzeni 

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