L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Le po**o ombre cinesi…

Mentre mi accingo a scrivere questo “breve” (?) post, seduto al tavolo del terrazzo con il portatile davanti, alle mie spalle sento sollevarsi la persiana della finestra di Dexter.

Stavo finalmente per raccontarvi degli inquilini pornodivi dell’appartamento di fronte e del memorabile episodio delle “po**o ombre cinesi”, che incredibilmente avevo dimenticato, quando la mia attenzione viene catturata da tutt’altro.

Appena percepisco il rumore della persiana, con la coda dell’occhio controllo immediatamente che non ci siano puntatori laser collegati a un fu**ile di precisione.

Non sarebbe comunque nel suo stile.

E credo che, anche fosse un esperto lanciatore di co**elli, difficilmente riuscirebbe a colpirmi dalla sua finestra.

Il sole nel frattempo comincia a picchiare forte, così sposto la sedia, ufficialmente per stare all’ombra, ufficiosamente per avere una migliore visuale.

Mi dispiacerebbe morire con la faccia spiaccicata sulla tastiera del portatile.

I nostri sguardi si incrociano.

Lo saluto cordialmente.

Lui ricambia con quella smorfia che lentamente si trasforma in un sorriso e che io continuo ostinatamente a interpretare come:

Ecco un altro VDI:   Sodoma odierna

“Prima o poi ti ucci**rò.”

Non è la prima volta che assisto al suo curioso rituale.

Tiene un cuscino per mano.

Li sbatte uno contro l’altro.

Uno…

Due…

Tre.

Con la stessa espressione delle vecchie scimmiette a molla che suonavano i piattini.

Poi, con un’elegante rotazione dei polsi, li appoggia sul davanzale e assesta un ultimo colpetto, come a dire:

“Adesso state qui… e fate i bravi.”

Forse ho letto troppi libri.

Forse ho visto troppi film.

Forse troppe serie TV.

Ma continuo a chiedermi…

Può un omino esile, con il pigiamino grigio melange, educatissimo, precisino e ossessionato dalla pulizia essere un serial killer?

La risposta, dentro di me, continua a essere sì.

Però, accidenti…

Fai qualcosa di eclatante.

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