La mia vicina ultranovantenne pretende che vada a trovarla ogni giorno, ma se la trovo nella giornata sbagliata mi sbatte la porta in faccia. Il giorno dopo, naturalmente, si offende perché non sono tornata.
Ha un caratteraccio persino peggiore del mio e, nell’ultimo anno, la situazione è diventata ancora più complicata. Non so se dipenda dall’età, dai farmaci o da qualche problema cognitivo, ma alterna momenti tranquilli ad altri in cui starle vicino diventa davvero difficile. La verità, però, è che è sempre stata un personaggio.
La conosco da quindici anni e riesce a offendersi praticamente per tutto, comprese cose che non sono mai accadute. Non ti lascia quasi mai parlare: parte con i suoi racconti a raffica e, se provi a intervenire, alza la voce e ti ordina di stare zitta perché lei sa.
E, in effetti, sa moltissime cose. Il problema è che le conosce perché fa domande a chiunque e raccoglie ogni pettegolezzo disponibile nel raggio di diversi chilometri. Parla male praticamente di tutti, soprattutto delle donne. Gli uomini, invece, sono quasi sempre santi, vittime o poverini da compatire.
Se un giorno decide che le tue piante le danno fastidio, prende le cesoie e le pota senza chiedere. Poi magari ti spiega anche che lo ha fatto per il tuo bene e che dovresti ringraziarla.
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