Stamattina, ore 6:30.
Non il canto degli uccellini, non il suono della sveglia, ma… BANG! TRAAAC! TUM TUM TUM!
Il vicino del piano di sopra ha deciso che era il momento perfetto per iniziare il trasloco.
Mobili trascinati, sedie che grattano il pavimento come unghie sulla lavagna, colpi secchi che a giudicare dal rumore potevano essere di martello o di mazza da demolizione.
Io nel letto, con gli occhi sbarrati.
Ora, capisco tutto: fa caldo, c’è da approfittare delle ore fresche del mattino, ma un avviso? Un bigliettino? Una parola?
Niente.
E io, che già combatto col caldo e dormo con le finestre spalancate, mi sono trovata il concerto gratuito a tutta orchestra, senza nemmeno i tappi per le orecchie.
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