Alla vicina infame — la stessa che aveva trasformato il nostro cortile interno in una combinazione tra l’Expo delle luci LED e un tormento psicologico a base di musiche natalizie sparate a volume rave — alla fine è arrivata un’ispezione. Sì, un’ispezione vera, con persone in divisa, taccuino alla mano e sguardo da “Ma che diavolo avete combinato qui?”.
Pare che più di un vicino abbia segnalato la situazione e che il riflesso della sua veranda si vedesse addirittura dal balcone del palazzo di fronte, dove un’anziana signora aveva dichiarato di non aver più bisogno dell’abat-jour per leggere il giornale.
Insomma, gli ispettori le hanno comunicato che l’apparato luminoso che aveva installato — quell’ammasso di LED bianchissimi che avrebbe potuto tranquillamente competere con un impianto industriale — costituiva “inquinamento luminoso”.
Risultato: ordine di rimuovere il 90% delle luci entro 48 ore.
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