Io abito al piano terra. Durante l’estate lei si metteva in topless proprio davanti alla mia finestra.
Non in un suo giardino, separato da casa mia. Lì davanti. Mi affacciavo e me la trovavo a pochi passi, sistemata come se fosse al mare.
Non era il topless in sé a farmi arrabbiare. Era non riuscire ad avere un po’ di distanza nemmeno dalla finestra di casa.
La situazione è finita quando ho perso la pazienza e minacciato di rovesciare fuori secchiate di pipì.
Una frase esasperata, della quale non vado fiera. Non ho buttato niente, ma sono arrivata a dirlo perché mi sembrava di non riuscire a farmi ascoltare in altro modo.
Lei ha smesso di fermarsi lì. Il rumore, invece, è rimasto.
Adesso mio figlio è nato e quando finalmente dorme io mi metto ad ascoltare il soffitto.
Arriva un colpo, poi un mobile trascinato, poi i passi. La vicina è esile, ma da come si sente camminare non lo indovineresti mai.
Succede anche in piena notte. A volte la coincidenza con il sonno del bambino è tale che mi sembra lo faccia apposta. Non posso sapere cosa stia pensando lei; so cosa succede a me quando sento ricominciare tutto.
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