Masha, che oggi purtroppo non c’è più, mi aveva sempre odiata senza un motivo preciso. Un giorno, però, mi incontrò nell’androne, mi scambiò per un’altra persona e, dimenticandosi momentaneamente della nostra inimicizia, cominciò a parlarmi con grande confidenza.
A un certo punto mi raccontò che al terzo piano viveva un signore che era deceduto.
“Ah, mi dispiace. Quando è successo?”
Masha mi guardò e rispose:
“Dal mio lato ci sono cinque stanze, compresa la cucina.”
Rimasi qualche secondo in silenzio, cercando di capire se mi fosse sfuggito un passaggio.
“No, dicevo: quando è morto quel signore?”
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