L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La porta in faccia

A settembre c’è stato l’episodio peggiore, quello durato dalle sei del mattino alle due e mezza della notte successiva. Ci tengo a dirlo, una durata del genere è stata un caso singolo, da quanto ho capito quel giorno deve essere successo qualcosa. Non sto dicendo che il cane abbai venti ore ogni giorno, ma che quando rimane solo il disturbo si ripresenta, e quella volta siamo arrivati al limite.
 
È stata la notte in cui sono scesa.
 
Ormai ho iniziato a soffrire di emicranie quotidiane, e appena sento il cane partire mi fisso sul rumore. Cerco di continuare quello che sto facendo, ma resto in ascolto, aspetto che smetta e quando riprende la mia attenzione torna subito lì. Anche riposare in casa è diventato difficile.
 
Non so più come fargli capire che il problema esiste, perché non riguarda soltanto me e va avanti da almeno un anno. Prima che mi trasferissi c’erano già altri inquilini che protestavano, io ho provato a parlargli direttamente e mi sono ritrovata davanti una porta chiusa. Sono risalita nel mio appartamento, quello in cui il loro cane si sente anche quando loro non ci sono.

Ecco un altro VDI:   No consegne a quelli della tua razza

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