L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La pensione abusiva per cani

Estate di qualche anno fa.

I miei zii decidono dall’oggi al domani di far fare cucciolate ai loro cani da borsetta, per trarne guadagno. Senza permessi, senza esperienza, senza nemmeno porsi il problema di cosa volesse dire davvero gestire degli animali. Così, come si decide di aprire un chiosco di granite.

All’inizio era quasi comico: un via vai continuo di sconosciuti nella strada privata, gente che entrava, usciva, parcheggiava dove capitava. Noi osservavamo dalla finestra come si guarda un reality un po’ trash. Finché restava “spettacolo”, si lasciava correre. Finché non mi disturbava direttamente, potevano pure aprire un bordello, sinceramente.

Poi è arrivata l’estate vera. Quella pesante, appiccicosa, con l’aria ferma e i 40 gradi che ti fanno dormire con le finestre spalancate e la pazienza sotto i piedi.

E lì è arrivata l’idea geniale.

“Perché non tenere anche i cani della gente che va in vacanza?”

Pensione abusiva, ovviamente. Nel loro cortile. Attaccato alle nostre camere.

Ecco un altro VDI:   Trattata come una bambina

Le prime due o tre notti sono state un assaggio. Cagnolini piccoli, lasciati fuori tutta la notte. Abbaiavano per qualsiasi cosa: un rumore, una foglia, il nulla. Io nel letto, sudata, con il cuscino sulla testa, a fissare il soffitto. Ho fatto quello che fanno tutti all’inizio: ho stretto i denti e ho lasciato perdere. “Passerà”, mi dicevo.

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