L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La pace immaginaria

Una domenica mattina mi svegliai e scoprii di essere senza corrente. Nessun guasto: qualche buontempone aveva semplicemente abbassato il mio contatore. Alle nove, ancora in pigiama, uscii sul pianerottolo e iniziai a urlare che, se fosse successo un’altra volta, avrei strappato i fili dell’intero condominio.

Non fu il momento più elegante della mia vita, ma funzionò: da allora il contatore non venne più toccato.

Il vero problema, però, era l’altra famiglia. Loro si svegliavano verso mezzogiorno e andavano a dormire alle tre di notte, cosa che sarebbe stata affar loro se, durante quelle quindici ore di attività, non avessero reso partecipe l’intero palazzo di ogni dettaglio della propria esistenza. Conoscevamo le discussioni sulle pulizie, i problemi di coppia, le avventure della figlia e perfino tutti i particolari sui tradimenti ai danni del fidanzato. Non origliavamo: erano loro a trasmettere senza abbonamento.

A un certo punto contattai l’amministratore, chiedendogli semplicemente di ricordare a tutti il rispetto degli orari. Da gran professionista quale era, riferì ogni cosa facendo direttamente il mio nome e cognome. Da quel momento, oltre al rumore, iniziarono anche le occhiatacce e i malumori.

Ecco un altro VDI:   Il decespugliatore la domenica mattina

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