Quando vidi quella casa pensai di aver trovato il paradiso: una piccola palazzina di tre piani più attico, appena sei appartamenti, due dei quali adibiti a ufficio. Negli altri vivevano due persone anziane e due famiglie. Io avrei abitato nell’attico, senza nessuno sopra la testa. Praticamente la pace dei sensi.
Almeno sulla carta.
I primi problemi iniziarono con il figlio della signora del piano di sotto, convinto che facessi la lavatrice alle quattro del mattino. Gli spiegai che in casa eravamo soltanto in due, che avevo una lavatrice da dieci chili supersilenziosa e soprattutto che la usavo sempre nel pomeriggio. Siccome continuava a insistere, gli mostrai persino le notifiche dell’app con gli orari dei lavaggi.
Niente, per lui quella lavatrice notturna esisteva e io evidentemente falsificavo anche i dati pur di coprirla.
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