Domenica mattina, ore 8.40.
Il resto del quartiere ancora a letto, silenzio ovunque, qualcuno che si gode l’unico giorno della settimana in cui può dormire un po’ di più.
Ed ecco che il mio vicino, quello che passa le giornate intere seduto sulla panchina o appoggiato al muretto con la bottiglia di vino accanto, decide che proprio quello è il momento migliore per darsi da fare. Non un giorno qualsiasi, non il pomeriggio, non quando tutti sono già svegli: la domenica mattina all’alba.
Si arma di decespugliatore e parte, rombando come se stesse avviando un trattore. E per cosa? Per tagliare l’erba di un recinto che non usa mai, in cui non mette piede da anni e che non serve assolutamente a niente.
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