Anche quella volta avevo fatto tardi al lavoro. Appena rientrata ho trovato il termostato impazzito e mi sono messa a cercare di sistemarlo.
Nel frattempo, al piano di sopra, la vicina ha cominciato a sgommare e derapare per la cucina con la sedia. Avanti e indietro, trascinandola sul pavimento come se stesse provando una nuova disciplina olimpica con la cadrega.
A quel punto ho pensato che, se lei poteva tenere un concerto per sedia sola, io potevo certamente aspirare per qualche minuto.
Alle 21 ho acceso il Folletto.
Alle 21:04 l’ho spento.
Alle 21:06 è partita lei con il suo aspirapolvere.
Ormai non credo più che sia una vendetta. Forse aspettava soltanto il mio segnale per iniziare.
Da oggi alle nove non pulisco più casa: dirigo l’orchestra. Io do l’attacco con il Folletto, lei entra due minuti dopo e la sedia si occupa delle percussioni.
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