L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La casa in vendita

Io passo quasi tutto il tempo rintanata in casa. Sono casalinga, o disoccupata rassegnata ormai da un paio d’anni, quindi assisto quotidianamente al loro traffico senza nemmeno avere la possibilità di ignorarlo andando al lavoro.

Due persone abitano stabilmente nel seminterrato, che non è collegato direttamente all’appartamento e si raggiunge soltanto passando dalle scale comuni. Il risultato è un continuo salire e scendere, porte sbattute, voci e urla lanciate da un piano all’altro. Invece di avvicinarsi per parlarsi, comunicano direttamente attraverso la tromba delle scale, così possiamo partecipare tutti.

A un certo punto avevano anche deciso di trasformare gli spazi comuni in una discarica privata. Accatastavano sacchi dell’immondizia sul pianerottolo, praticamente davanti alla mia porta, mentre nell’ingresso al piano inferiore avevano parcheggiato per mesi una vecchia lavatrice. Non contenti di lasciarla lì, l’avevano trasformata in un comodo mobile porta-rifiuti.

Quando ho chiesto di togliere almeno l’immondizia e di spostare quella lavatrice, mi hanno dato della “puttana ritardata”. Non esattamente la risposta che mi aspettavo a una richiesta di igiene basilare, ma ormai conosco il livello.

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Come se non bastasse, postini e corrieri suonano quasi sempre a me. Arrivano continuamente pacchi indirizzati a persone che non hanno il nome né sul campanello né sulla cassetta della posta, quindi la soluzione più semplice è disturbare quella che, secondo loro, vive nella portineria non ufficiale del palazzo: io.

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