L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il vicino Ragade

Era un sabato pomeriggio di fine primavera, erano circa le due.

All’epoca avevo entrambi i bambini molto piccoli che, a quell’ora, si stavano godendo il riposino pomeridiano.

Seduto sul divano, sollevo le gambe, appoggio i piedi sul puff e penso: «Sai che c’è? Mi riposo anch’io dieci minuti.»

Chiudo gli occhi.

Velocità di addormentamento: circa quattro secondi, di quelli che quando ti svegli hai bisogno del logopedista per riuscire a mettere quattro parole nella giusta sequenza.

Improvvisamente…

Trrrrrrrrrrrrrrrrrr…

Trrrrrrrrrrrrrrrrrr…

Che caz… stra… scuscedenda…

L’ho appena dimostrato.

Sento vibrare tutto e il primo nome che mi viene in mente è lui, Vicinolage, figura mitologica, metà vicino di casa, metà uomo dedito al bricolage.

Ma che strano, a quest’ora?

Di solito è rispettoso degli orari condominiali, a dire il vero lo sono quasi tutti.

Trrrrrrrrrrrrrrrr…

Trrrrrrrrrrrrrrrr…

Di nuovo quel rumore infernale, vibrano i muri, vibra il pavimento, vibrano persino i miei piedi eppure non sono convinto che sia lui.

Ormai ha trapanato tutti i muri e tutti i soffitti di casa, nei mattoni non dovrebbe esserci matematicamente più spazio per nuovi tasselli, dovrebbe abbattere un muro, cosa che peraltro farà davvero qualche anno dopo, e costruirne uno nuovo solo per poterlo forare.

Ecco un altro VDI:   Non sono incinta

Il rumore però è insopportabile, i bambini si sarebbero svegliati da un momento all’altro e addio pomeriggio tranquillo.

Bambino stanco uguale serata da dimenticare.

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