L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Le paranoie del vicino

Casa mia sorge su un lotto che, almeno nei piani del Comune, avrebbe dovuto affacciarsi su una piazza da un lato e su una strada dall’altro. Lo dicono le carte, i progetti, i disegni che chissà quanti anni fa qualche geometra aveva tracciato con righello e china. Nella realtà, però, niente di tutto questo è mai stato fatto: né piazza né strada, solo un fazzoletto di terra rimasto sospeso, come se fosse stato dimenticato in mezzo alle scartoffie di un ufficio tecnico.

Alla fine, dopo l’esproprio mai indennizzato, ognuno di noi residenti ha trovato il modo di metterci una toppa: abbiamo comprato i pezzetti dei villini antistanti quella “piazza” che non è mai esistita. E così, con un tacito accordo, ognuno si è ritrovato con la sua porzione privata di un terreno che avrebbe dovuto essere pubblico.

Io, nel mio pezzo di circa 10 per 25 metri, che si trova vicino casa mia ma non direttamente attaccato, ho deciso di farmi una piccola oasi: una piscina fuoriterra alta 130 cm, un paio di sdraio, un barbecue e una casetta di legno mobile che funge da spogliatoio e da mini-bagno (con chimico incorporato).

Ecco un altro VDI:   Quando ero io l'in*ame

Lascia una risposta