Si è girato, è tornato verso la macchina e se n’è andato.
Io sono rimasta in giardino a guardare il cancello, cercando di capire che cosa fosse appena successo. Qualcuno aveva visto due automobili davanti a casa mia, aveva dedotto che all’interno ci fossero due persone e aveva ritenuto la situazione abbastanza sospetta da chiamare la Polizia.
Non una festa, non urla, non musica, non un litigio. Due macchine parcheggiate e una mia amica in casa alle dieci del mattino.
Fino a oggi pensavo di non avere problemi con i vicini. Adesso so soltanto che uno di loro tiene il conto delle automobili, controlla quante persone entrano a casa mia e, quando il risultato non gli torna, chiama direttamente le forze dell’ordine.
Sto ancora cercando di capire se sia accaduto davvero o se qualcuno abbia organizzato uno scherzo molto elaborato. Nel frattempo, però, ho imparato una cosa: non serve vivere in un condominio per avere un vicino da incubo. A volte basta parcheggiare in due.
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