Alle tre di notte i miei vicini hanno videochiamato un’amica per sapere se si può rispondere a un +2 con un +4. Io ero dall’altra parte del muro, sveglia da un pezzo, e speravo che l’amica rispondesse di no a qualsiasi ulteriore attività.
Quando ci siamo trasferiti, circa un anno fa, questa casa mi sembrava perfetta. Nell’appartamento accanto viveva una coppia che non c’era quasi mai. Quando tornavano, non si sentiva niente.
Poi se ne sono andati.
I nuovi vicini avranno più o meno trent’anni, come noi. All’inizio sentivamo il trapano a ogni ora, ma anche risate, scherzi, loro che si facevano il solletico. Io mi intenerivo.
“Sembrano noi quando siamo arrivati. Sono proprio felici.”
Il mio ragazzo aveva un’impressione diversa.
“Guarda che secondo me questi sono due stronzi.”
L’ho rimproverato. Erano gli unici altri giovani del palazzo, avremmo potuto farci amicizia. Avevo perfino pensato di portargli una torta.
Poi hanno finito di sistemare casa e hanno tirato fuori UNO.
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