L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il muretto giallo

Non so se fosse una provocazione o semplice indifferenza, ma da quel giorno la situazione peggiorò. Cominciai a trovare il muretto bagnato quasi ogni mattina. Lo lavavo con acqua e detergente, aspettavo che si asciugasse e poche ore dopo eravamo da capo.

Provai a mettere davanti al punto più colpito due grossi vasi. Il cane fece pipì sul vaso di destra.

Spostai i vasi più vicini tra loro. La vicina gli allungò il guinzaglio abbastanza da permettergli di raggiungere l’angolo del muro.

La volta successiva uscii mentre era ancora lì.

“Scusi, ma gliel’ho già chiesto.”

“E io le ho già detto che non posso controllare ogni movimento del cane.”

“Lo sta accompagnando lei fin qui.”

“Questo è un vialetto condominiale.”

“Il vialetto è condominiale, il mio muretto non è un orinatoio.”

Lei alzò gli occhi al cielo.

“Che esagerazione per due gocce.”

Le indicai la striscia gialla che ormai correva lungo il fondo.

“Quelle sarebbero due gocce?”

Ecco un altro VDI:   Il vicino offeso per un "mi piace" (Parte 1)

“Magari dovrebbe pulire meglio.”

Rimasi senza parole. Lei tirò appena il guinzaglio e se ne andò, mentre il cane continuava a guardarmi con quell’espressione mortificata che, a quel punto, sembrava più sensata della proprietaria.

Pensai di mettere un cartello, ma qualunque frase mi venisse in mente suonava aggressiva. “Non fate urinare i cani sul muro” sembrava rivolto a tutto il condominio, quando il problema era una persona sola. “Per favore, abbiate rispetto” mi sembrava destinato a essere ignorato. La versione che avrei voluto scrivere davvero non era adatta a uno spazio comune.

Ne parlai con una vicina del primo piano, che mi rispose abbassando subito la voce.

“Ah, quella del terzo. Ha litigato con me per un rastrello.”

“Che rastrello?”

“Il mio. Era nella rimessa e sosteneva che fosse il suo.”

“Com’è finita?”

“Me lo sono ricomprato. Era più semplice.”

Non era esattamente il precedente incoraggiante di cui avevo bisogno.

Decisi allora di scrivere all’amministratore, allegando alcune fotografie scattate in giorni diversi. Non chiesi multe né riunioni straordinarie, soltanto un richiamo generale al rispetto degli spazi privati e all’obbligo di pulire.

Ecco un altro VDI:   Perché fischi?

Due giorni dopo comparve nell’androne un avviso: “Si invitano i proprietari di animali a impedire che vengano sporcati muri, ingressi e arredi condominiali e a provvedere immediatamente alla pulizia.”

Durò meno di una mattina. Quando scesi, il foglio era stato strappato a metà.

La sera la vicina mi suonò al citofono.

“Se aveva qualcosa da dirmi poteva venire direttamente da me.”

“Gliel’ho detto due volte.”

“Non c’era bisogno di mettere annunci come se fossi una criminale.”

“L’annuncio non fa il suo nome.”

“Ma sappiamo tutti a chi è rivolto.”

“Allora significa che sappiamo tutti chi lascia sporco.”

Ci fu qualche secondo di silenzio, poi disse che mi stavo rendendo ridicola per la pipì di un cane e chiuse la comunicazione.

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