L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il muretto giallo

La domenica mattina ero abituata a bere il caffè accanto al mio muretto bianco. Adesso, prima ancora di sedermi, devo controllare se il cane della vicina ci ha già fatto pipì.

Vivo qui da sei mesi, al piano terra, e il piccolo giardino è stato uno dei motivi per cui ho scelto questo appartamento. Non è grande, c’è appena lo spazio per una panchina, qualche vaso e un muretto che separa casa mia dal vialetto condominiale, ma nelle mattine tranquille mi sembrava una piccola oasi.

Poi la vicina del terzo piano ha deciso che quel muretto era il bagno personale del suo cane.

La prima volta non dissi nulla. Lei scese, il cane si fermò proprio accanto alla panchina, alzò la zampa e ripartirono. Pensai fosse capitato per caso. La seconda volta successe nello stesso punto, poi di nuovo il giorno successivo, al mattino e anche nel pomeriggio.

Il cane non aveva alcuna colpa. È piccolo, carino e ogni volta mi guarda con la testa inclinata come se fosse lui a chiedermi scusa. Il problema era lei, perché lo accompagnava esattamente lì, aspettava che finisse e se ne andava senza versare neppure un po’ d’acqua.

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Dopo qualche settimana, la parte inferiore del muretto, che quando ero entrata in casa era bianco latte, aveva assunto una sfumatura giallognola. Nei giorni caldi si sentiva anche l’odore e io avevo smesso di usare la panchina.

Una mattina uscii con una bottiglia d’acqua e la trovai davanti al cancello.

“Buongiorno”, le dissi, cercando di non sembrare già esasperata. “Posso chiederle una cosa?”

Lei mi guardò senza fermarsi.

“Se il cane fa pipì sul muretto, potrebbe almeno sciacquare?”

Si voltò verso la macchia.

“Ma è fuori.”

“Sì, però è il muro del mio giardino e la panchina è a mezzo metro.”

“È un cane, non posso mica spiegargli dove fare pipì.”

“Può tirare il guinzaglio e farlo arrivare fino all’aiuola.”

Fece un sorriso che mi irritò più della risposta.

“Se la prende con un cane?”

“No, infatti sto parlando con lei.”

A quel punto disse che andava di fretta e si allontanò. Il pomeriggio tornò, il cane si fermò nello stesso punto e lei lo lasciò fare guardando verso le mie finestre.

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