Lamentela che mia madre ha ricevuto dai suoi vicini:
“Tuo figlio è un gran maleducato, non mette mai ‘mi piace’ ai miei post anche se mi ha dato l’amicizia.”
Non un “buongiorno”, non un “come sta”, no: il problema principale era che io non validassi quotidianamente la sua presenza online con un cuoricino blu. Mia madre, inizialmente perplessa, mi ha riportato la cosa con l’aria di chi non sa se ridere o preoccuparsi per la mia incolumità sociale.
Io, invece, ho riso. Forte.
Ero persino tentato di andare a suonare alla porta del vicino e dirgli: “Guardi, non è che la vita reale sia un grande social network, non abbiamo un contratto che mi obblighi a mettere like ogni due ore.”
I suoi post, poi, sono un’esperienza mistica. Un giorno linka un video in cui sostiene che il limone curi ogni malattia, il giorno dopo pubblica un meme in caps lock su come “i poteri forti ci controllano col 5G” e il terzo giorno carica una foto di sé stesso davanti a uno specchio con la maglietta Herbalife, scrivendo: “Volete perdere 10 kg in una settimana? Scrivetemi in privato!”
Capirete bene che il mio indice del pollice non poteva piegarsi e cliccare “mi piace” senza sentirsi sporco.
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