Il mio vicino da incubo era la famiglia del piano di sopra del vecchio appartamento dei miei.
Vivevamo in un enorme condominio formato da quattro palazzine da otto piani, una di quelle realtà dove conosci giusto qualche vicino e gli altri sono facce viste di sfuggita in ascensore o nell’atrio.
Poi arrivarono loro.
All’inizio sembravano una famiglia normalissima, lui, lei, una bambina piccola e un cane enorme dall’aria totalmente rincoglionita ma buonissima. Dopo qualche tempo lui perde il lavoro e da lì qualcosa gli parte completamente in testa.
Un pomeriggio torna a casa con uno stereo gigantesco e lo accende a volume folle, si sentiva praticamente dal piano terra. Quando la moglie rientra iniziano a urlarsi contro, poi lui passa direttamente alle mani e conclude distruggendo lo stereo a martellate gridando:
“Ecco, un milione e mezzo buttato, contenta?”
E quello purtroppo era solo l’inizio.
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