Poco più in là ci sono una signora e sua figlia che odiano praticamente tutti. Si affacciano, fanno gestacci e distribuiscono insulti con grande democrazia, senza discriminare nessuno.
Io continuo a bere il mio tè, sperando che mio figlio non si svegli tra le urla siciliane e venete, la legna marocchina spaccata sul marciapiede lombardo, il vicino pugliese nel garage altrui, il bambino che piange, il pitbull, il trapano napoletano e quello che mi fa i versi dalla finestra.
Siamo tutti arrivati da posti diversi, ma abbiamo almeno una cosa in comune: siamo completamente fuori di testa.
Ogni tanto litighiamo, ci insultiamo e sembriamo sul punto di scannarci. Poi, in qualche modo, finiamo quasi tutti a mangiare insieme sotto il tendone del cortile.
Naturalmente il tendone è abusivo.
Qualcuno vuole fare cambio con me? Offro appartamento, tè pomeridiano e spettacolo multiregionale incluso nel prezzo. Il silenzio, invece, non è compreso.
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