Scendo per capire cosa fosse successo davvero e chiedo informazioni a quelli della società sportiva.
Nemmeno il tempo di aprire bocca che la VDI si affaccia alla finestra e ricomincia a urlare.
Con il caldo, la stanchezza e una giornata di lavoro sulle spalle, a quel punto mi sono saltati i nervi.
Le ho detto di smetterla di accusarmi per cose che non avevo fatto.
Lei ha continuato.
Io pure.
Solo che il mio vocabolario, a un certo punto, è diventato decisamente meno elegante.
Le ho tirato giù un paio di porchi memorabili e le ho detto che, se continua a venire a urlarmi sotto casa per qualsiasi cosa, la prossima volta chiamerò i carabinieri.
Effetto immediato.
Dopo anni di scenate, accuse e urla, la VDI si è chiusa in casa senza aggiungere altro.
Oggi l’ho incrociata da lontano.
Mi ha vista.
Ha cambiato direzione ed è sparita.
Forse non è stata la soluzione più diplomatica del mondo.
Però, dopo mesi passati a essere trattata come il colpevole universale di qualsiasi problema del condominio, ammetto che quel silenzio mi è sembrato meraviglioso.
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