Siamo ai dirimpettai dei coniugi B.
Questa però è la famiglia S.
Loro sono arrivati qualche mese dopo di noi. Coppia giovane, un bambino piccolo, sorriso da pubblicità del Mulino Bianco i primi due giorni e poi, lentamente, il nulla cosmico.
La prima volta che ho parlato con lei stavo rientrando con le buste della spesa. Mi venne incontro tutta contenta, chiacchierona, quasi troppo.
Nel giro di due minuti mi aveva già chiesto da dove venivamo, che lavoro facessimo, se ci trovassimo bene nel palazzo.
Poi la domanda.
«Avete figli?»
Le risposi tranquillamente di no.
Giuro che le cambiò la faccia.
Non sto esagerando.
Come se avessi confessato qualcosa di gravissimo. Mi guardò per un secondo lunghissimo, con un misto di disagio e giudizio difficile da spiegare, poi fece mezzo passo indietro e si infilò dentro casa senza quasi salutare.
Da quel giorno è diventata una creatura sfuggente.
Se mi incontra sulle scale sparisce dietro la porta come se le dovessi vendere qualcosa.
Se mi vede per strada gira la testa dall’altra parte.
Lo stesso identico trattamento lo riserva al mio compagno.
Pazienza.
Il vero problema però è il marito.
I terribili coniugi B. – Parte 2, “La famiglia S.”
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