Quando ho visto la busta dell’avvocato nella cassetta della posta ho pensato:
perfetto, è morto qualcuno oppure abbiamo dimenticato di pagare qualcosa.
Mai nella vita avrei immaginato di ricevere una diffida legale perché faccio sesso col mio compagno.
Giuro.
Apro la lettera in cucina, tranquilla, ancora col pigiama addosso, dopo tre righe stavo quasi soffocando dal ridere.
La cara signora del piano di sopra sostiene di sentire “rumori, grugniti e versi vari provenienti dalla camera da letto” e che, a causa di questi suoni terrificanti, non riesce più a dormire e le viene la tachicardia.
La tachicardia.
Per i miei presunti grugniti erotici.
Io piegata sul tavolo, il mio compagno che leggeva in silenzio con la faccia di uno che sta rivalutando tutta la sua esistenza.
A un certo punto mi guarda e fa:
“Scusa ma io che verso farei esattamente?”
E lì siamo morti.
Perché davvero, la situazione è assurda.
Noi stiamo insieme da quasi due anni, viviamo in un condominio normalissimo, con pareti sottili come ostie e vicini che praticamente respirano insieme a te.
E proprio per questo abbiamo sempre cercato di essere attentissimi.
Anche troppo.
Niente musica, niente urla, niente scene da film.
Anzi, siamo muti.
MUTI.
Credo di aver parlato più forte dal dentista.
Il massimo del rumore che può uscire dalla nostra camera sono le molle del letto Ikea che ogni tanto fanno:
gnik.
Fine.
E comunque tutto succede tra le 21:30 e le 23, perché io mi sveglio alle 6 del mattino per andare a lavorare e lui esce tardissimo dal suo turno.
Praticamente dobbiamo organizzare la nostra vita sessuale come un appuntamento dal commercialista.
I Grugniti Del Piano Di Sotto
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