Io ormai quando vedo il consigliere del palazzo dalla finestra cambio direttamente direzione come fanno i cervi quando sentono i cacciatori.
Tutto questo per colpa di una vecchia cagnolona artritica che ormai cammina più lenta di mia nonna dopo Natale.
Il nostro palazzo ha due ingressi.
Uno principale, lontanissimo, raggiungibile attraversando mezzo edificio tra corridoi, porte tagliafuoco, scale e ascensori che sembrano usciti da un film sovietico.
E poi c’è quello secondario, molto più vicino.
Ascensore, una rampetta, atrio, fuori.
Per anni ho sempre usato quello lontano per un motivo semplicissimo:
la mia cagnolona non è mai stata molto simpatica con gli altri cani.
Nulla di tragico, eh.
Però aveva quell’energia da vecchia signora scorbutica che se vedeva un cane troppo vivace lo guardava come certe pensionate guardano i ragazzini al supermercato.
Quindi preferivo evitare incontri.
Poi nell’estate del 2020 succede il disastro.
Stavamo salendo le scale tranquillamente quando lei scivola male e si rompe il ginocchio.
Io ancora oggi quando ci penso sento lo stomaco chiudersi.
Intervento, visite, fisioterapia, mesi di paura.
Per fortuna si è ripresa benissimo, ma l’ortopedico è stato chiarissimo:
“Deve fare meno scale possibili.”
Meno.
Scale.
Possibili.
Peccato che nel mio palazzo pare sia più accettabile vedere una persona trascinare un frigorifero sulle scale alle 6 del mattino piuttosto che un cane anziano uscire dal portone sbagliato.
Da quel momento ho iniziato a usare l’uscita vicina.
Problema:
la mia cagnolona appena uscita fa pipì praticamente subito.
Non dopo cento metri.
Subito.
Tre passi e via.
E sapete qual è la cosa assurda?
Che io da DODICI ANNI esco con sacchetti, bottiglia d’acqua gigante e detergente.
Sempre.
Pulisco tutto.
Sempre.
Più accuratamente di certa gente che lava il bagno di casa propria.
Mai avuto problemi.
Mai una lamentela.
Anzi, i vicini mi hanno sempre fatto i complimenti perché vedevano che pulivo meglio del comune.
Poi è arrivato lui.
Il consigliere.
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