La mia amica stava cercando di rendere più credibile una lite tra due personaggi. A giudicare dall’arrivo dei carabinieri, ci era riuscita. La vicina aveva sentito la sua voce ed era convinta che nell’appartamento potesse esserci stato un omicidio.
È una giovane scrittrice e la seguo a distanza per l’editing. Lavoriamo sul testo insieme, passo dopo passo, e quando arriviamo ai dialoghi ci capita di leggerli ad alta voce.
Una battuta sulla pagina può funzionare benissimo e, appena la pronunci, sembrare finta. Così proviamo, correggiamo, rileggiamo. A volte interpretiamo entrambe le parti per capire se lo scambio regge.
Quel giorno stavamo lavorando proprio a una scena di discussione.
Lei era a casa, in pigiama, davanti al computer. Io ero collegata dall’altra parte. Non sapevamo di avere anche un’ascoltatrice, molto coinvolta e senza accesso al manoscritto.
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